Madonna di Trevignano, le nuove prove che inchiodano la veggente

Ci sono nuove prove a carico della Veggente di Trevignano ma soprattutto di suo marito: come stanno le cose e che succederà a Pasqua?

La vicenda della Veggente di Trevignano ha tenuto banco per moltissime settimane dopo che è scoppiato l’«affaire» delle donazioni e le accuse di aver abusato della cosiddetta “credulità popolare”.

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Teca della Madonna di Trevignano – Foto Ansa – testandtell.it

Il meccanismo appare il più classico che si potesse immaginare: una coppia che afferma di essere in contatto diretto con la Madonna e promette ai fedeli che i loro desideri saranno realizzati attraverso miracoli compiuti dalla Vergine.

Anche se a finire nella tempesta mediatica è stata certamente la presunta veggente Gisella, c’è qualcuno fermamente convinto che la vera «anima nera» della storia, in grado di manipolare i fedeli ma anche la stessa Gisella, sia Gianni Cardia, il marito di lei.

Per fare leva sulla moglie Cardia instillava in lei la paura di una nuova denuncia: la donna infatti, che in realtà si chiama Maria Giuseppa Scarapulla, era già stata condannata per bancarotta in passato e il marito le faceva costantemente presente che, se fosse risultata poco convincente nelle sue “interpretazioni” per convincere i fedeli, il loro inganno sarebbe stato scoperto e avrebbe di nuovo avuto guai con la giustizia.

Le nuove prove contro la coppia di Trevignano

A fare luce sulla storia che ha visto coinvolti i due coniugi è stato Andrea Cacciotti, investigatore privato incaricato da diversi fedeli di raccogliere prove sulla vicenda. 

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Gisella Cardia, la presunta veggente della Madonna di Trevignano Romano – Fonte Instagram @himeralive.notizie – testandtell.it

La prima mossa dell’investigatore avvenne l’anno scorso, poco prima di Pasqua: Cacciotti si recò a casa della Veggente per chiederle di mostrare le stigmate che Gisella affermava di aver ricevuto. La donna si rifiutò di farlo e Cacciotti si recò dai Carabinieri per denunciare i due coniugi che per un mese fecero perdere le proprie tracce.

L’investigatore ha raccontato al Settimanale Nuovo di avere intenzione di attendere fino alla prossima Pasqua per presentarsi nuovamente alla porta della donna, stavolta accompagnato dalle forze dell’ordine, per costringere a mostrare le stimmate o ad ammettere di non averle.

Secondo le informazioni raccolte dall’investigatore risulta inoltre che almeno un fedele ha fatto una donazione di oltre 123.000 Euro per ricevere un miracolo che, inutile precisarlo, non si è mai verificato. Oltre a questo, Cacciotti sospetta che nei frequenti viaggi in Polonia compiuti dai coniugi Cardia i due avessero preso contatti con un prete polacco che gli aveva promesso 6 milioni di Euro per costruire un santuario dotato addirittura di un pozzo di acqua benedetta.

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